Produrre olio di qualità

Per produrre olio di qualità non è sufficiente riporre attenzione solo alla molitura. Durante tutto l’anno è necessario curare il terreno e gli alberi affinché si venga ripagati con un buon raccolto. Di seguito troverete una breve descrizione per ciascuna fase.

La potatura

Nella coltivazione degli ulivi, la fase della potatura è un’operazione colturale complessa che richiede la competenza acquisita e tramandata da generazioni. E’ fondamentale per permettere  alla pianta di rinnovarsi e  per favorire la penetrazione nella chioma di aria e luce indispensabili per lo sviluppo della pianta.     

Gli strumenti utilizzati per la potatura sono:

  • le scale;
  • le forbici manuali;
  • l’accetta;
  • il seghetto manuale;
  • la motosega.

In funzione del ramo da tagliare si utilizza l’attrezzo più appropriato.

La nostra squadra di potatori è composta da sei persone di cui una sola è un giovane apprendista. Hanno  cura di tenere le lame degli attrezzi sempre ben affilate e pulite con alcool etilico. Il taglio dei rami deve avere una superficie liscia e inclinata, in modo da far scorrere via l’acqua piovana per evitare l’insorgenza di marciume o carie del legno, ed evitare di trasmettere eventuali funghi o batteri da una pianta malata a quelle sane.

La potatura secca viene effettuata tra Febbraio e Marzo; la verde tra Aprile e Luglio.

La potatura secca, fatta quando la pianta è in riposo, consiste nell’eliminare i rami più vecchi e nell’alleggerire la chioma privilegiando lo sviluppo dei rami a frutto.

Le infiltrazioni d’acqua all’interno del piede o del tronco o dei rami principali che ristagna all’interno, fa marcire il legno. La perdita delle foglie su qualche ramo segnala che c’è del marcio che bisogna trovare e eliminare  per favorire la crescita della pianta. Questa operazione è molto costosa, perciò molti non trovano convenienza a farla. Noi, che abbiamo molto amore e rispetto per i nostri olivi, siamo molto attenti a far eliminare il marcio.

La potatura verde viene fatta quando la pianta è in vegetazione e consiste nell’eliminare i polloni e i succhioni improduttivi nati da Aprile a Luglio. I primi, i polloni, si sviluppano ai piedi della pianta, mentre i secondi, i succhioni, crescono sul tronco e sulle branche principali sotto forma di rami lunghi e dritti.

TRINCIATURA

Dopo la potatura la legna viene raccolta, mentre le frasche si dispongono tra due filari di ulivi e vengono triturate da un  trattore con un apposito trincia-frasche. Dalla trinciatura delle frasche si ottiene una quantità considerevole di sostanze organiche.

CONCIMAZIONE

La fertilizzazione dell’oliveto viene effettuata ogni anno, tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo, per assicurare una produzione di qualità e quantità.

Il piano di fertilizzazione, impostato in funzione delle caratteristiche del terreno, prevede dopo la potatura secca degli olivi, la trinciatura della frasca e la somministrazione di concimi organici, trattati per eliminare i rischi igienico-sanitari e per la tutela dell’ambiente. Il concime organico viene sparso sul terreno in corrispondenza della proiezione della chioma dell’albero, essendo lo sviluppo radiale delle radici limitato soprattutto a quella zona.

ARATURA

Dopo la fertilizzazione si procede subito all’interramento con l’aratura per evitare che si disperda una parte degli elementi nutritivi.

Anche l’aratura è molto importante perché favorisce la penetrazione di aria e luce indispensabili per lo sviluppo e la salute della pianta.

CONCHE

Dopo l’aratura, si facevano, fino agli anni sessanta, le “conche” intorno agli alberi che si riempivano di acqua quando pioveva, ed  avevano la funzione di riserva. Purtroppo, per gli alti costi della manodopera, non vengono più fatte.

La raccolta delle olive

La raccolta delle olive parte all’inizio di Ottobre quando le drupe verdi cominciano a colorarsi di viola.

Era un lavoro molto faticoso che non aveva subito, nel corso dei secoli, grandi trasformazioni. Si stendevano sotto gli alberi grandi teloni su cui i contadini, stando a terra, facevano cadere i frutti scuotendo i rami con lunghe pertiche per raggiungere i rami più alti. Anche le donne partecipavano  alla raccolta, usando le mani nude, sui rami più bassi o recuperando le olive che erano cadute fuori dai teloni, come si evince da una stampa di fine ‘800.

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Stampa di fine ‘800 raccolta olive

Negli ultimi decenni i contadini, su lunghe scale, hanno utilizzato, per staccare le olive dai rami,  rastrelli di ferro (foto 1), di plastica (foto 2), pettini a forbice (foto 3) e in seguito corti bastoni.

raccolta olive Masseria Papone
Rastrello in ferro.
rastrello in plastica
Rastrello in plastica.
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Pettine a forbice.

Solo negli ultimi anni si è diffusa la raccolta meccanica con l’impiego di pettini pneumatici. Quest’ultimi hanno il pregio di non rovinare le olive, perché è fondamentale, per ottenere un buon olio, che le olive siano intatte e che vengano molite poche ore dopo la raccolta.

Qui di seguito un video realizzato durante la campagna olearia 2016/2017 presso la nostra tenuta dalla quale potrete vedere con quanto amore e passione seguiamo tutte le fasi della produzione. Questo vuol dire produrre olio di qualità.